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Più vino che birra nella tavola degli italiani |
"Nel 2005 crolla
drasticamente il consumo di birra in famiglia che fa segnare un meno 6,3 per cento
in quantità mentre aumenta quello di vino e spumanti che con un incoraggiante
+ 0,8 per cento in quantità migliora le prospettive sul mercato di una
vendemmia considerata ottima dal punto di vista produttivo".
E' quanto afferma
la Coldiretti, nel commentare le previsioni sul raccolto di uve nel 2005 dell'indagine
Uiv e Ismea, sulla base degli acquisti domestici nazionali di vino nei primi cinque
mesi del 2005 nel panel Ismea - AcNielsen. Si tratta di un risultato in linea
con quanto è avvenuto tra le mura di casa nel 2004 quando - continua la
Coldiretti - le quantità di birra consumate sono scese di ben il 6,3% mentre
per la prima volta dopo anni di progressiva riduzione, gli acquisti i vino per
i pasti familiari sono aumentati di quasi 8 milioni di bottiglie, con una spesa
"domestica" complessiva di 1,5 miliardi di Euro (+3% rispetto al 2003).
Il trend positivo nei consumi familiari - sottolinea la Coldiretti - sembra essere
stato favorito anche da un politica di maggior attenzione al contenimento dei
prezzi che nei primi cinque mesi dell'anno sono rimasti pressoché stabili
rispetto allo scorso anno con un aumento registrato da Ismea-Nielsen pari allo
0,1%. Non mancano peraltro - continua la Coldiretti - risvolti commerciali positivi
dai risultati scientifici di numerose ricerche che hanno evidenziato gli effetti
benefici del consumo di vino sulla salute come quello antinvecchiamento dovuto
al contenuto di resveratrolo a quello antistress della melatonina, un neurormone
che svolge un ruolo importantissimo nella regolazione dei ritmi circadiani (sonno-veglia)
che influenzano l'umore.
Scoperte particolarmente apprezzate in paesi come gli
Stati Uniti dove nei primi cinque mesi dell'anno è boom per il vino Made
in Italy che con un aumento del 15,2% nel valore delle importazioni supera nettamente
i concorrenti francesi (+5%) ed australiani (+0,1%) che sembrano aver arrestato
la tumultuosa crescita dello scorso anno.
Complessivamente, il mercato americano
del vino di importazione è cresciuto in valore del 10,4% e quello Made
in Italy - spiega la Coldiretti - ne copre una quota di circa il 29,6% seguito
dal 26,5% della Francia e dal 22,5% dell'Australia. L'Italia - conclude la Coldiretti
- è il secondo Paese produttore di vino in Europa con 51 milioni di ettolitri
nel 2004, dei quali 24,6 di vini bianchi e 26,3 rossi o rosati, e può contare
su un patrimonio di 453 vini Docg, Doc e Igt, che rappresentano il 60 per cento
della produzione nazionale di vino che genera un fatturato complessivo di circa
8,5 miliardi di Euro. |