Da Cabernet a Cuvée Prestige
Cabernet
Abbreviazione informalmente usata per definire sia il Cabernet Sauvignon sia il
Cabernet Franc, come, ad esempio nell’espressione del tipo: “Questo
St. Emilion è per il 60% Merlot e il rimanente consiste in uve Cabernet”.
Cabernet Franc
Il Cabernet Franc è stretto parente del Cabernet Sauvignon ed ha molte
caratteristiche simili, ma tende ad essere di colore un po’ più
scarico e meno tannico. Viene coltivato estensivamente nel Bordolese e nella
Valle della Loira, dove da solo dà vita ad un vino fine e setoso (Chinon),
ma la maggior parte del Cabernet Franc è tagliato con Cabernet Sauvignon
e Merlot per proporre i vini bordolesi. Nel Médoc, nella regione di Bordeaux,
per esempio, normalmente è presente per il 15% nel taglio definitivo.
I vini da uve Cabernet Franc, sono generalmente di corpo che va dal medio al
pieno, estremamente profumati e di alcolicità ed acidità medio-alta.
Gli aromi ed il bouquet sono vicini alle note erbacee trovate nel Cabernet Sauvignon
non del tutto maturo, ma anche al tabacco leggero ed al legno di cedro. I sapori
tipici del Cabernet Franc sono ribes nero, cassis, fragola ed un prolungato
finale di more. Il vitigno ha incontrato un certo successo fuori della Francia,
particolarmente in Italia, Europa dell’Est, Australia, Nuova Zelanda,
Argentina, New York e stati nord-occidentali sul Pacifico. Il Cabernet Franc
è recentemente diventato un vitigno popolare a Napa Valley ed a Sonoma
Valley sia negli uvaggi che usato come monovitigno. I cibi consigliati per il
suo abbinamento sono salmone, manzo, pollo arrosto, patate con erbette, funghi
grigliati e formaggi duri.
Cabernet Sauvignon
Conosciuto dappertutto nel mondo enologico come il re dei vini rossi, il Cabernet
Sauvignon è il più popolare e diffuso vitigno a bacca rossa del
mondo. Per secoli è stato il principale vitigno piantato nel Bordeaux
e dunque il principale componente dei vini bordolesi. Poi si è diffuso
in molte delle regioni vitivinicole emergenti, come Spagna, Cile, Australia,
Sud Africa e California. Di fatto la California ha basato la reputazione della
sua migliore enologia su questa piccola uva dagli acini robusti. Perché
il Cabernet Sauvignon è così popolare? Perché ha viaggiato
il mondo ed ha mantenuto il suo carattere tipico; è adattabile a tutta
una varietà di climi e di suoli; è molto resistente alle intemperie
ed al ghiaccio ed è leggendario per la sua capacità di invecchiare
(se volete invecchiare un vino, questo à il primo da considerare). Poiché
il Cabernet Sauvignon ha un alto rapporto buccia-succo, bucce grosse ed acini
piccoli, esso ha anche un elevato contenuto di tannini. Molto spesso viene tagliato
con vini più soffici come il Merlot ed il Cabernet Franc (o, se volete
fare un Supertuscan italiano, con Sangiovese) per stemperare la sua intrinseca
amaritudine. Il risultato è un vino di corpo da medio a pieno con una
struttura solida ed un finale che lascia la bocca asciutta. Poiché il
Cabernet Sauvignon è un vitigno complesso, che molto spesso viene invecchiato
nel rovere. Mette in mostra una notevole quantità di aromi, dal cioccolato
e amarena, al cassis, al peperone, alla menta, all’asparago, al cedro
del Libano, all’eucalipto, al caffè, al tabacco ed al catrame.
Dà il suo meglio abbinato con carni rosse come agnello e manzo, così
come coi formaggi forti. Il Cabernet Sauvignon è uno dei quattro vini
rossi (gli altri sono Merlot, Syrah e Pint Noir) che compongono il gruppo dei
9 vitigni classici (gli altri 5 vitigni bianchi sono Chardonnay, Chenin Blanc,
Riesling, Sauvignon Blanc e Sémillon).
Caldo
Se un vino crea nella vostra bocca o nella vostra gola una leggera sensazione
di bruciore, voi potete dire: “Ragazzi, questo vino è caldo!”.
Questo è normalmente un errore del vignaiolo che permette al contenuto
alcolico di sbilanciare il vino e di dominare il gusto. Non tutto i vini ricchi
d’alcol sono caldi, comunque. Per esempio, i vini fortificati raramente
sono caldi; molti invece hanno un piacevole finale caldo, perfetto per le fredde
serate invernali.
Calo di liquido
E’ il fenomeno che provoca un cuscinetto d’aria tra il vino contenuto
in una botte e la parte superiore del contenitore o tra il vino nella bottiglia
ed il suo tappo. Il calo è provocato dall’evaporazione del vino
e, se è eccessivo, può indicare che il tappo non tiene bene o
che il vino sta evaporando a causa dell’alta temperatura e/o della bassa
umidità. Le soluzioni possono essere: 1) bere il vino subito oppure 2)
rabboccare e tappare nuovamente il vino, quindi conservarlo in un ambiente adatto.
Se il calo è di 2-3,cm o più, è il caso di incominciare
a preoccuparsi. Per contrasto, nella fabbricazione del brandy il calo è
chiamato affettuosamente “la parte degli angeli”, un aroma inebriante
che vi lascia leggermente inebriati durante la vostra visita guidata delle cantine
in cui le botti sono immagazzinate.
Cappello
E’ un termine usato nella vinificazione in rosso. Il cappello è
lo strato di bucce, polpa, vinaccioli ed altri corpi solidi che risalgono naturalmente
sulla superficie del recipiente dove avviene la fermentazione. Il cappello forma
come una barriera naturale contro un’indesiderata ossidazione. La fermentazione
genera un sacco di calore e dunque, per raffreddare il processo e per estrarre
dalle parti solide i composti fenolici che aiutano a sviluppare colore, sapore
e tannini, il cappello deve essere rotto periodicamente sia pompando il mosto
sopra di esso o spingendolo giù dentro il mosto.
Capsula
Anche quella plastica o quella lamina che copre la parte terminale della bottiglia
sopra il tappo ha un nome. Si chiama capsula e la sua funzione principale è
quella di impedire al tappo di essiccare ed all’aria di penetrare nella
bottiglia. Tradizionalmente era fatta di piombo, ma la paura di possibili intossicazioni
spinse le cantine a passare alla plastica od al cellophane. La capsula è
anche usata come strumento di marketing con colori arditi e insegne fantasiose.
Caraffa
E’ un contenitore usato per servire il vino, del tipo che vi trovate di
fronte quando ordinate un vinello da bere con la vostra pizza. Il miglior tipo
di caraffa per decantare il vino ha una base larga, un collo medio ed un’imboccatura
svasata disegnata per versare il vino dolcemente. Una caraffa di qualità
o un decanter ospiterà facilmente il contenuto di una bottiglia standard
da 750 ml. con abbastanza spazio per i benefici effetti dell’aria. Il
termine “caraffa” è di origine italiana (ma sino stati i
francesi che l’hanno introdotta nel gergo enologico), derivato dallo spagnolo
“garrafa”, che probabilmente derivò dall’arabo “garafa”,
una parola che significa mestolo o ramaiolo.
Caramello, caramellato o caramellizzato
Un vino caramellato è quello che ha un manifesto aroma di caramello,
di caramella morbida e/o di zucchero bruciato. Il termine viene normalmente
applicato ai vini bianchi, in particolare agli Chardonnay, che sono stati fermentati
in barrique ed invecchiati in rovere nuovo molto tostato. Il Madeira, che è
riscaldato per molti mesi per permettere agli zuccheri di caramellizzarsi, è
il classico esempio di vino caramellizzato.
Carattere
Carattere è un termine dell’enologia che si ascolta abbastanza
spesso, poiché ogni vino o vitigno, proprio come ogni persona, ha il
suo proprio, unico carattere. Il carattere di un vino è la combinazione
di qualità o di caratteristiche che lo distinguono dagli altri vini.
Un Gewürztraminer, per esempio, ha un carattere molto particolare. Nessun
altro vino profuma od ha il suo sapore speziato, di corpo pieno, leggermente
acido ed odoroso di licheni e pompelmo. Una quantità di variabili apparentemente
senza fine è causa della creazione di un carattere unico nel vino, incluse
le varietà delle uve, il microclima, i metodi di vinificazione, la lunghezza
dell’invecchiamento e così via.
Carattere varietale
Si riferisce al gusto, all'aroma, alla struttura e soprattutto al carattere
di un vino fatto con un vitigno particolare. Un vino fatto con uve Merlot, per
esempio, sarà tipicamente di corpo medio, con un livello alcolico medio,
moderata acidità e tannini più morbidi di un Cabernet Sauvignon.
Un Merlot avrà anche un gusto di frutti rossi, come ribes, fragola e
lampone. Se il vino non mostra queste particolari caratteristiche, allora non
risponde veramente alle sue caratteristiche varietali e perde la sua correttezza
varietale. Il termine è usato spessissimo quando si giudica un vino.
Caratteristico
Questo termine molto usato racchiude la combinazione di qualità e di
caratteristiche che distingue un vino da un altro, a seconda dei suoi vitigni,
della regione, della denominazione, dei vigneti, del clima e così via.
Per esempio, “ricco, pieno di sapore, tannico e di corpo pieno”
sono tutte caratteristiche distintive di un Cabernet Sauvignon.
Carignan
Sebbene il vitigno rosso Carignan sia originario della Spagna, esso è
diventato una delle uve rosse più largamente coltivate in Francia. In
Provenza, nella regione del Rodano ed in Languedoc è principalmente usato
per fare vini da tavola da poco prezzo. Inoltre è largamente coltivato
anche in altri paesi mediterranei come l’Italia, Israele e la Spagna,
dove è spesso usato per aggiungere colore ai vini della Rioja. Un tempo
il Carignan era uno dei vitigni rossi più coltivati in California. Anche
adesso è coltivato per fare vini da caraffa. La sua popolarità
deriva soprattutto dal fatto che produce più vino rosso di qualsiasi
altro vitigno. Quest’uva di colore intensamente porpora ha un contenuto
di tannini e di alcol alto ed è capace di produrre dei rossi intensi,
pieni, ricchi, fruttati e speziati. A causa del suo alto contenuto tannico,
viene normalmente tagliato con vini più morbidi come il Cinsault e la
Grenache. Quando viene fatto con il metodo della macerazione carbonica (una
pratica comune nella regione Languedoc-Roussillon), il vino che ne risulta può
essere piacevolmente speziato e fruttato.
Carnoso
Un vino carnoso ha un sacco di gusti fruttati concentrati. Ricco, supermaturo,
grande, armonioso, morbido e di corpo pieno: tutto questo caratterizza un vino
carnoso. Per vostra informazione, diversamente che nella vita reale, carnoso
è usato quasi sempre come un complimento.
Cartoni
Un cartone di vino contiene 12 bottiglie (non 24) e negli Stati Uniti è
l’unità di misura della produzione totale delle cantine vinicole.
Una cantina di medie proporzioni produce, ad esempio, circa 150mila casse ogni
anni mentre le cantine più grandi vanno oltre i 6 milioni di casse l’anno.
Cask number
Vedi “bin number”.
Cava
Cava , parola catalana significa “cantina”, è il nome ufficiale
del vino spumante prodotto nel nord della Spagna e fatto con il tradizionale
metodo champenoise. Di fatto più del 95% di tutto il vino “Cava”
è fatto in Catalogna. Questo vino non è famoso per invecchiare
bene e normalmente dovrebbe essere bevuto più giovane possibile, mentre
ancora conserva i suoi sapori fruttati.
Cave
Questa parola francese che significa “cantina” potete spesso vederla
sui vini francesi. Essa si riferisce inoltre ai tunnels scavati in una collina
ed usati come cantine da invecchiamento, come quelle due miglia e mezzo di cantine
di vino spumante, ricavate scavando sul pendio di una collina a Schramsberg
nella Napa Valley.
Cedary
Un vino “cedary” è quello i cui aromi e sapori vi ricordano
il profumo (caratteristico ed aromatico) dell’albero di cedro, come quello
che si può sentire annusando una scatola di sigari nuova od una cassa
in legno di cedro. Il descrittore viene spesso applicato al Cabernet Sauvignon
a ai Bordeaux che sono stati invecchiati in rovere, che può cedere questo
tipo di piacevole aroma. Anche il Porto può essere descritto come “cedary”.
Cellared by
Questo è uno dei molti termini che appare stampato su un’etichetta
di un vino americano assieme a “produced and bottled by” o “vinted
and bottled by”. Esso significa semplicemente che la cantina ha immagazzinato
il vino nella sua cantina per un certo periodo di tempo (che non viene reso
noto) prima di essere imbottigliato. Ciò che non vi dice è chi
realmente ha fatto il vino ed è un’indicazione che il vino è
stato probabilmente acquistato da un’altra fonte. Un’etichetta più
sincera è “produced by” o “vinted by”, che per
legge indicano che almeno il 75% del vino è stato realmente fatto da
chi ha messo il proprio nome sull’etichetta. Se l’etichetta dice
“cellared by”, dunque, non necessariamente significa che il vino
è buono o cattivo.
Centrifuga
E’ una macchina che fa roteare il vino d altissima velocità, permettendo
di separare le particelle più pesanti del vino, come le sporcizie, le
cellule dei lieviti morti e i residui di polpa. L’uso della centrifuga
è uno dei tanti modi di filtrare un vino. Praticamente funziona come
in una lavatrice, con i sedimenti al posto dei vestiti. Qualche enologo giura
sulla bontà del metodo di centrifugazione, sostenendo che un vino più
chiaro è un vino migliore, mentre molti altri, particolarmente in Europa,
credono che la centrifugazione svuoti il vino del suo carattere e del suo sapore.
Siccome la centrifugazione è un veloce ed efficiente mezzo di filtraggio,
partite di vino di qualità più bassa o vini da caraffa sono per
la maggior parte filtrati in questo modo.
Cépage
Parola francese che significa “vitigno”.
Champagne
Situata a 150 chilometri a nord-est di Parigi, la regione francese della Champagne
è quella dove vengono prodotti i più famosi e desiderati vini
spumanti. Il suo clima freddo ed il suolo gessoso producono vini magri ed acidi
che dopo la rifermentazione in bottiglia acquistano una ricca complessità
e, come impronta caratteristica, delle finissime bollicine. Tecnicamente il
termine “Champagne” può essere usato solo per il vino spumante
prodotto nell’area geografica della Champagne e solo quando tutte le severe
regole dell’A.C. vengono seguite, incluso l’impiego del metodo champenoise
per la seconda fermentazione. Sebbene la maggior parte dello Champagne sia bianco,
la maggior parte delle uve usate (Pinot noir, Pinot Meunier) sono in realtà
rosse e sono state mescolate con Chardonnay in una “cuvée”
di 40 e più differenti vini di base, che alla fine vengono trasformati
in un vino impregnato di anidride carbonica. Ci sono parecchi differenti stili
di Champagne: lo “Champagne Vintage” è fatto con le migliori
uve di un eccezionale raccolto e viene invecchiato almeno tre anni; lo “Champagne
non-vintage” , che rappresenta in pratica circa l’85% di tutti gli
Champagne, è un taglio di due o più vendemmie, fatto normalmente
per soddisfare lo stile particolare della casa nel fare Champagne; lo “Champagne
rosé” è fatto generalmente aggiungendo una piccola quantità
di vino rosso alla cuvée; il “Blanc de blancs”, è
fatto interamente con uve Chardonnay ed è più delicato e di colore
più tenue; la “Cuvée Prestige” è il meglio
del meglio dello Champagne ed il suo prezzo sale di conseguenza. Lo Champagne
viene anche classificato in base alla quantità di zucchero residuo e
va dal secchissimo “brut” al dolce “doux”.
Charbono
E’ il nome californiano di una varietà francese praticamente estinta
chiamata Corbeau, conosciuta anche come Charbonneau, esso stesso sinonimo di
Douce Noire (il Dolcetto italiano). La scarsa quantità di Charbono coltivato
in California nelle valli di Napa e Mendocino dà vini molto scuri caratterizzati
da un vibrante frutto di ciliegia o da sapori fiacchi (dipende dal vostro punto
di vista), acidità pungente, tannini aspri e qualcosa più che
una casuale somiglianza col Barbera.
Chardonnay
Questo classico vitigno ha originariamente guadagnato la sua fama nei vigneti
francesi della Borgogna e dello Champagne, dove tutt’oggi produce alcuni
dei vini bianchi di maggior qualità del mondo. Infatti lo Chardonnay
detiene la stessa posizione di grande importanza tra i vini bianchi che il Cabernet
Sauvignon ha tra i rossi. In parte questo è dovuto alle sue ammirevoli
capacità di adattamento ai diversi climi, da quelli freddi della Champagne
al caldo secco dell'Australia sud-orientale. La sua versatilità è
anche pari alla sua popolarità, perché lo Chardonnay risponde
favorevolmente alla più ampia gamma delle tecniche di vinificazione e
degli stili di ogni vino bianco varietale (la fermentazione malolattica in particolare,
che dona allo Chardonnay caratteristiche ricche, cremose e burrose). Lo Chardonnay
è anche il sogno del costruttore di botti. Questo vitigno è così
ben allineato con il gusto del rovere attraverso la fermentazione e la maturazione
in barrique, che molto consumatori credono che il gusto ed il bouquet del rovere
e quelli dello Chardonnay siano la stessa cosa. Generalmente i vini fatti con
uve Chardonnay, sono di corpo pieno, ricchi nel frutto, moderatamente alcolici,
con un'acidità da media a medio-alta. I gusti caratteristici nei climi
freddi (come nello Chablis) vanno verso la mela verde, gli agrumi e note di
limone, un carattere duro ed un'alta acidità. Lo Chardonnay coltivato
in condizioni più calde produce gusti ed aromi che tendono verso note
di frutti tropicali come ananas e mango oppure mela matura, pera e pesca. Forse
nessun altro vitigno, ad eccezione del Cabernet Sauvignon, ha incontrato così
tanto successo fuori dalla sua zona di origine quanto lo Chardonnay. Eccellenti
esempi si trovano nell'Europa dell'Est, in Australia, Nuova Zelanda, Tasmania,
Sud Africa, California, Oregon, Washington, Argentina, Cile, Italia, solo per
citarne alcuni. Lo Chardonnay si abbina bene ad un vasto numero di cibi come
molluschi, crostacei, pesce, pollame, maiale, carni saltate al burro o in salse
cremose. Lo Chardonnay è uno dei cinque vini bianchi (gli altri sono
Chenin blanc, Sauvignon blanc, Riesling e Sémillon), che fanno parte
dei 9 vitigni classici (i quattro rossi sono Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah
e Pinot noir).
Charmat
Lo Charmat è il metodo per trasformare una massa di vino economico in
una massa di economico vino spumante. Per fare un buon vino spumante, la fermentazione
secondaria avviene in bottiglia, mentre la roba a buon mercato che voi ingozzate
ai matrimoni fermenta in enormi serbatoi usando per la rifermentazione il metodo
della "cuve close" (in autoclave). Ecco come si svolge: lieviti, zucchero
ed una quantità di vino usualmente economico sono gettati assieme in
un serbatoio di grande capienza, che viene quindi sigillato per qualche tempo
per permettere al vino di fermentare sotto pressione e fare la cosiddetta "presa
di spuma". Il vino viene quindi filtrato e imbottigliato sotto pressione.
Questo metodo è stato chiamato charmat dal nome del suo inventore, il
francese Eugene Charmat.
Château
Parola francese che significa "castello" o "palazzo", ma
che quando concerne il vino, significa il luogo nel quale il vino è stato
fatto: il vigneto, la cantina, l'imbottigliamento e tutto il resto. La parola
italiana equivalente è "Tenuta", mentre invece le cantine della
Borgogna usano il nome di "domaine". Molte bottiglie di Bordeaux dicono
"mis en bouteille au château": ciò significa che il vino
è stato fatto ed imbottigliato allo château, che spesso è
riprodotto sull'etichetta. Tutto questo non è necessariamente un termine
di distinzione, dal momento che sono circa 8.000 gli châteaux nella regione
di Bordeaux, ma garantisce almeno un certo livello di qualità.
Chenin Blanc
Questa uva bianca ha guadagnato la sua fama grazie a vini longevi come il Vouvray
e il Coteaux du Layon della Valle della Loira, la quale produce gli Chenin blancs
di miglior qualità al mondo. Quest'uva tipicamente produce vini freschi,
di medio corpo, moderatamente alcolici e di acidità da medio-alta ad
alta, sia dolci che spumanti. I vini fatti sono con Chenin blanc sono molto
profumati, con aromi di miele, fiori, paglia umida, fumo e lana bagnata. I gusti
caratteristici comprendono la mela matura, la pera, la pesca e morbide note
mielate e lo Chenin Blanc di alta qualità può avere un lungo,
persistente finale di frutta dolce. Qualche vino ha la capacità di invecchiare
per decenni, dovuta ad alti livelli di acidità e ad notevoli residui
zuccherini. Il vitigno ha incontrato limitati successi fuori della Francia,
nonostante sia largamente coltivato in Sud Africa e California (che produce
più Chenin blanc della Francia). Infatti, ad eccezione di pochi produttori
in California e Nuova Zelanda, lo Chenin blanc raramente ha la possibilità
di esprimere tutto il suo potenziale. Piuttosto, sempre più spesso grandi
ditte lo coltivano per usarlo come vino da taglio per fare vini da tavola economici.
I vini in versione dolce si abbinano bene a torte di frutta ed a formaggi maturi,
mentre le versioni secche si abbinano ai frutti di mare ed ai piatti asiatici
speziati. Lo Chenin blanc è uno dei cinque vini bianchi (gli altri sono
Chardonnay, Sauvignon blanc, Riesling e Sémillon), che fanno parte dei
9 vitigni classici (i quattro rossi sono Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah e
Pinot noir).
Chiarificazione
Una delle procedure della vinificazione riguarda la chiarificazione del vino
per rimuovere i sedimenti (polpa d’acino, sporco, cellule di lieviti morte,
ecc.). La chiarificazione viene fatta con diversi metodi (filtraggio, centrifugazione,
stabilizzazione a freddo, ecc.) ed a vari stadi del processo di vinificazione,
giusto fino al momento di imbottigliare il vino. Quanto il vino debba essere
chiarificato, è una questione ancora dibattuta tra gli enologi, ma c’è
consenso generale sul fatto che il vino imbottigliato debba almeno essere pulito
e privo di sedimenti.
Chiuso
Se un vino non riesce ad esprimere il suo potenziale, forse è perché
è troppo giovane e non ancora sviluppato, si dice che è chiuso.
Quando, per esempio, un Cabernet Sauvingnon non rilascia o apre gli aromi ed
i gusti varietali suoi caratteristici, esso può essere considerato chiuso.
Permettendo al vino di respirare, lo si aiuta ad aprirsi, ma normalmente l’unica
soluzione è invecchiare il vino più a lungo. Il termine si applica
principalmente ai vini rossi giovani.
Cinsault o Cinsaut
Coltivato largamente nella Francia del Sud, specie nella regione della Languedoc-Roussillon,
questo vitigno rosso è popolare per la capacità di crescere rigogliosamente
nella stagione calda. Esso produce vini leggeri di corpo (particolarmente dei
rosati) con alta acidità, basso contenuto di tannini, gusti fruttati
leggeri e piccolo carattere. Per bilanciare questi difetti, i francesi lo mescolano
spesso con Grenache o Carignan. Nella parte meridionale della regione del Rodano,
comunque, le rese delle uve Cinsault vengono tenute basse, col risultato di
ottenere vini più ricchi di sapore e concentrati. Il Cinsault è
largamente coltivato anche in Sud Africa , dove è anche usato come vino
da taglio. Attorno al 1925 i sudafricani incrociarono con successo il Cinsault
con il Pinot noir, creando il vitigno chiamato "Pinotage".
Claret
Quando il vecchio Enrico II sposò Eleonora d'Aquitania, parte della sua
dote includeva i suoi vigneti di Bordeaux. I vini rossi che venivano da quelle
parti furono chiamati dagli inglesi claret (dalla parola francese "clairet",
un tipo più leggero di Bordeaux rosso). Oggi i vini rossi di Bordeaux
sono ancora conosciuti in Inghilterra come claret. Il termine fu anche usato
una volta per vendere vini rossi prodotti in California, ma è stato rimpiazzato
da etichette del tipo "Red Burgundy" (rosso di Borgogna).
Classificazione
E’ la codificazione di un vino di qualità all’interno di
una regione o di una denominazione, come la famosa classificazione del Medoc
del 1865, che era originalmente una listi d’acquisti consigliati presentata
a Napoleone III dalla camera di Commercio di Bordeaux. Oggi l’importanza
di una classificazione ufficiale è stata rimpiazzata, in molti casi,
dalle opinioni e dalle recensioni dei critici e dei giornalisti del vino.
Clone
Nel gergo botanico, un clone è la suddivisione di un vitigno. Esattamente
come i vitigni differiscono l’uno dall’altro, le viti di uno stesso
vitigno possono avere migliori o peggiori caratteristiche individuali. Per esempio,
un clone di Chardonnay può maturare più velocemente di un altro
clone di Chardonnay coltivato nelle identiche condizioni, mentre altri possono
essere più resistenti alle malattie o produrre rese più alte.
I coltivatori d’uva riproducono asessualmente le viti che mostrano le
migliori qualità genetiche, prendendo delle talee dalla pianta madre
e innestandole su barbatelle resistenti alla fillossera. Questo processo dà
ai coltivatori la capacità di impiantare cloni geneticamente identici,
adatti al meglio per i loro specifici vigneti.
Clos
Parola francese per “vigneto circondato da mura”, questo termine
viene comunemente incorporato nei nomi di molti vigneti in Francia, così
come in alcune cantine degli Stati Uniti e di altri paesi. In Francia, ed in
particolare in Borgogna, il nome può essere usato solo se un vigneto
è (o era una volta) circondato da muretti di pietra. Questi “clos”
erano accuratamente divisi dai monaci cistercensi e benedettini, sulla base
di piccole differenze del suolo e delle condizioni di coltivazione, come, ad
esempio, “Clos de la Roche, Clos de Tart, e Clos de Vougeot”.
Colombard o Colombar
Il vitigno bianco Colombard è tradizionalmente usato per fare un vino
acido e magro da distillare per fare Cognac ed Armagnac. Nella Francia del Sud-Ovest
viene anche trasformato in un leggero, soffice, fruttato vino da tavola, non
caro e destinato ad essere bevuto subito. Il vitigno si è inoltre adattato
bene nei vigneti della calda Central Valley in California, dove è chiamato
Colombard francese. Nei fatti è uno dei vitigni più largamente
coltivato in California. La versione californiana è normalmente mescolata
con Chenin Blanc per fare vini da caraffa moderatamente secchi, fruttati e freschi
e vini spumanti economici. Il Colombard è popolare anche nei più
caldi climi di Australia e Sud Africa. Nonostante le loro origini, i vini da
uve Colombard sono da bere giovani e possono cominciare a deperire dopo 3 o
4 anni.
Complesso
Il termine definisce un vino multidimensionale, che mostra una gamma di parecchi
aromi e gusti e tuttavia ha raggiunto finezza ed un perfetto equilibrio. Un
vino complesso, ad esempio, può combinare aromi che vanno dalla mora
e dalla prugna al pepe ed al terroso. Tutto in un sorso.
Composti fenolici
I composti fenolici, che si trovano nelle bucce e nei vinaccioli dell’uva,
influiscono sul vino in due modi, entrambi positivi. Assieme ai tannini, contribuiscono
allo sviluppo delle caratteristiche del vino, aggiungendo gusto, colore, aroma
e struttura. E sono generalmente considerati come la cosa che rende buono un
vino. Anche il governo degli Stati Uniti, attraverso il Dipartimento dell’Agricoltura,
ha riconosciuto i potenziali benefici per la salute che vengono da un moderato
consumo di vino. Molti dottori, scienziati ed amanti del vino concordano sul
fatto che i composti fenolici sono antiossidanti ed agiscono come anticancerogeni
ed aiutano ad abbassare il tasso di colesterolo. Il vino rosso ha un livello
più alto di composti fenolici del vino bianco, poiché i rossi
vengono tenuti sulle bucce ed i vinaccioli. Ecco dunque un’altra buona
scusa per bere più vino.
Concentrato
Questo è un termine enologico positivo, sinonimo di "denso",
per i vini che hanno concentrazione di aromi e gusti, all'opposto di altri che
invece li hanno tenui o diluiti. Un Cabernet Sauvignon di qualità, ad
esempio, dovrebbe avere gusti di frutta concentrati che gli danno ricchezza
e profondità. Il termine è spesso usato anche assieme a descrittori
di un vino come "ricco" e "complesso".
Corpo
Pensate al corpo come al peso ed allo spessore del vino nella vostra bocca.
Per esempio, un bicchiere d’acqua ha poco o nessun corpo (sciacqua appena)
rispetto ad un bicchiere di sciroppo di lampone, il quale certamente si fa sentire
più pesante nella vostra bocca. Lo stesso principio applicatelo ai vini,
che saranno descritti come “leggeri di corpo”, di “corpo medio”
o di “corpo pieno”. Un Cabernet Sauvignon, ad esempio, è
tipicamente di corpo pieno, mentre un Pinot Noir viene considerato un vino di
corpo medio o leggero di corpo. E nel caso non lo sappiate, a determinare il
corpo di un vino è il contenuto in alcol, glicerina e zuccheri.
Correttezza
Vedi Carattere varietale.
Crémant
La Champagne non è la sola regione della Francia nella quale si produce
vino spumante. Per evitare confusione (ed una possibile guerra civile) molti
altri produttori francesi di spumanti, che usano anche il tradizionale metodo
champenoise, etichettano il loro spumante come Crémant, che significa
letteralmente "vino cremoso". Una bottiglia di vino spumante dell'Alsazia,
per esempio, è etichettato "Crémant d'Alsace". La Borgogna,
il Bordeaux e la valle della Loira hanno anch'essi la loro propria versione
del Crémant.
Cru
Termine francese che significa "produzione" o "vigneto"
ed è usato come un mezzo di classificazione dei più raffinati
vini e produttori di vino francesi. Questo sistema di classificazione, estremamente
complicato e regolato politicamente, ebbe origine nel 1855, per classificare
le migliori cantine del Bordeaux. Delle migliaia di cantine che esistevano,
solo 61 (e sono ancora lo stesso numero) furono piazzate in 5 sottocategorie
(Premier Cru, Second Cru, ecc.). I migliori vigneti della Borgogna sono divisi
in Grand Cru e Premier Cru e quindi le così diventano poi più
complicate. Per semplicità, ricordate che un Cru Classé è
generalmente superiore (e più caro) della maggior parte degli altri vini
francesi.
Cuvée
Parola francese che sta a significare il contenuto di un tino o di una cisterna
di vino, ma è molto più comunemente usata per indicare una particolare
combinazione o mescolanza di vino (che può riempire numerosi tini o cisterne).
Un enologo talvolta darà a delle cuvée speciali o di alta qualità
dei titoli altisonanti come Cuvée de Reserve o Cuvée Prestige.
Cuvée Prestige
E' uno dei termini più comuni (assieme a tête de cuvée)
per indicare il prodotto di più alta qualità di un'annata di un
produttore di Champagne. Per esempio, il Cristal di Louis Roederer o La Gran
Dame della Veuve Clicquot e così via.
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