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Da Decantare a Duro
Decantare
Quando decantate un vino od un Porto, voi lo versate direttamente dalla
bottiglia in un contenitore di vetro, normalmente un decanter. Ci sono
parecchie ragioni per decantare un vino: separare gli amari sedimenti (o i
pezzetti di un tappo rotto) dal vino, permettere al vino di respirare e fare
impressione sui vostri amici. Il processo di decantazione è abbastanza
semplice, ma per prima cosa voi avete bisogno di sapere se un vino ha bisogno
di essere decantato (la maggior parte dei bianchi e molti rossi non ne hanno
bisogno) e, se ne ha bisogno, per quanto tempo (i rossi fragili e di un certo
invecchiamento possono rovinarsi in pochi minuti). Prima di decantare, la
bottiglia deve essere lasciata in piedi per almeno un giorno allo scopo di
permettere ai sedimenti di depositarsi. Quando è il momento di decantare,
versate il vino lentamente e con attenzione per non agitare i sedimenti,
mentre con una candela accesa od una torcia elettrica illuminate dal basso la
bottiglia, in modo che voi possiate vedere chiaramente i sedimenti attraverso
il vetro scuro della bottiglia.
Decanter
Si tratta di un contenitore di cristallo nel quale decantare e,
successivamente, dal quale versare il vino. Un decanter è largo abbastanza da
contenere una bottiglia standard di vino. Vi sono molte forme e stili diversi
di decanter, che vanno dagli oggetti d'arte di cristallo lavorato a mano al
vecchio buon vetro liscio.
Deciso
Nel gergo enologico, deciso è una via di mezzo tra morbido e duro. Un vino
bianco, ad esempio, è considerato difettoso se ha troppa acidità (che rende
il suo impatto spiacevolmente forte) o non ne ha abbastanza (nel qual caso è
fiacco). Lo scopo dell’enologo è raggiungere il perfetto equilibrio
dell’acidità, così che il vino non sia né flaccido né muscoloso, ma
piacevolmente deciso. La stessa cosa accade per il vino rosso, anche se la
sua decisione deriva dall’astringenza tannica piuttosto che
dall’acidità.
Decrepito
Un vino che sta perdendo i suoi sapori fruttati, mentre tannini, acido e
alcol cominciano a sopraffare il gusto, è chiamato decrepito. Ciò accade
usualmente ai vini più vecchi che sono invecchiati troppo a lungo. Non
c’è nessuna speranza di salvarli.
Degustazione alla cieca
Nella degustazione alla cieca, una persona, giudicando un bicchiere di
vino, non conosce da quale bottiglia esso proviene. Egli normalmente sa quali
vini sono in degustazione, ma non l’ordine nel quale vengono presentati
(le bottiglie sono usualmente nascoste da un foglio di carta marrone). Le
degustazioni alla cieca vengono fatte perché l’etichetta non condizioni
l’impressione dell’assaggiatore. Nelle doppie degustazioni alla
cieca nessuno conosce il nome dei vini e neppure l’ordine di
presentazione.
Degustazione orizzontale
Durante una degustazione, i vini da giudicare possono essere ordinati in
due modi: orizzontalmente o verticalmente. Una degustazione orizzontale
presenta la stessa annata (per esempio una serie di Brunello di Montalcino
1990) vinificata da differenti produttori. Una degustazione verticale è
invece l’opposto: diverse annate di uno stesso vino, come ad esempio
quattro annate di Sassicaia scelte tra il 1988 ed il 1995.
Degustazione verticale
Durante una degustazione i vidi da giudicare possono essere predisposti in
due modi: orizzontalmente e verticalmente. Una degustazione verticale
presenta diverse annate di uno stesso vino, come dei Barolo fatti dal 1985 al
1993. Una degustazione orizzontale, invece, si focalizza su una singola
annata di uno stesso tipo di vino (es. Chianti Classico 1995) di diversi
produttori.
Delicato
I vini di corpo leggero e medio che hanno un gusto ed una struttura
leggera e piacevole, come il Riesling ed il Trebbiano, possono avere le
condizioni favorevoli per diventare delicati. Voi non servirete certamente
vini delicati con una grigliata di carne, per esempio, perché un vino di
questo tipo manca di concentrazione o di forza per aprirsi un varco tra i
sapori consistenti.
Demi-sec
Tradotto approssimativamente dal francese, significa "moderatamente dolce"
o "mediamente dolce". Esso è uno dei 6 termini usati per indicare la dolcezza
di uno Champagne. In ordine ascendente: extra brut (totalmente secco), brut,
extra dry, sec, demi-sec e doux (dolce).
Denominazione
Nel gergo enologico, una denominazione è l’area o la regione dove le
uve di un particolare vino sono state coltivate. Negli Stati Uniti la
definizione ufficiale per una denominazione è American Viticultural Area o
AVA, mentre la versione francese è Appellation d'Origine Contrôlée o AOC e
quella italiana è la Denominazione d’Origine Controllata o DOC. Ma
invece di dover usare oscuri acronimi o di abusare della lingua francese per
domandare l’origine del vino, potete usare semplicemente la parola
“denominazione”. Nei vini americani la denominazione mette in
secondo piano il tipo di vitigno, mentre sarebbe senz’altro più utile
sapere con quale tipo di uva il vino è stato fatto, invece di dove le uve
sono state coltivate. Per i vini europei è invece l’opposto: la
denominazione è così informativa che nell’etichetta del vino non è
necessario elencare i vitigni.
Denominazione di Origine Controllata (DOC)
E' il sistema usato per regolare l'industria vitivinicola italiana. E'
simile alla francese AOC (Appellation d'Origine Contrôlée) per il fatto che
presuppone di stabilire gli standards di vinificazione e di garantire un
certo livello di qualità, sebbene questo non sempre avvenga. I vini a
Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) sono classificati ad
un posto più alto dei vini DOC e sono considerati l'aristocrazia dei vini
italiani. Assieme, DOC e DOCG rappresentano circa il 20% della produzione
vinicola italiana. Il resto è trattato senza distinzione come vino da tavola
o, più recentemente, IGT (Indicazione di Geografica Tipica).
Denso
Sinonimo di "concentrato", il termine "denso" indica un vino che ha aromi
e sapori concentrati, invece che scialbi e diluiti, E' spesso usato con
descrittori del vino come "ricco" e "complesso".
DOC
Acronimo per Denominazione di Origine Controllata.
DOCG
Acronimo per Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
Dolcetto
Varietà d'uva rossa del Piemonte, di bassa acidità, che matura presto, il
Dolcetto dà un vino rosso porpora allo stesso tempo fragrante, morbido e
fruttato. Contemporaneamente ad una bassa acidità, può avere anche austeri
tannini. Ci sono 7 Doc per il Dolcetto in Piemonte: Acqui, Alba, Asti, Diano
d'Alba, Dogliani, Langhe Monregalesi e Ovada. Quello d'Alba, con le sue note
di liquirizia e di mandorla, è considerato il migliore.
Dolcezza
La maggior parte degli assaggiatori possono descrivere la dolcezza nei
vini come livelli di residuo zuccherino sopra i 5 grammi per litro (g/l). I
vini al di sotto di questa cifra sono considerati molto secchi, mentre i vini
con residuo zuccherino da 5 a 10 g/l sono considerati secchi. Vini con
residuo zuccherino da 10 a 20 g/l sono mediamente secchi; da 20 a 30 g/l
mediamente dolci; sopra i 30 g/l sono considerati dolci. Ogni nazione ha i
suoi propri termini per indicare i vini dai più secchi ai più dolci. La scala
francese è: brut, sec, demi-sec, doux, moelleux e liquoreux ; quella italiana
: secco, abboccato, amabile, dolce.
Domaine
Questa parola francese, che significa "tenuta", è usata soprattutto per
dare una nota di distinzione al nome di una cantina (come Domaine Chandon,
Domaine Carneros o Domaine de Chavalier). E' generalmente usata per le tenute
vitivinicole della Borgogna, allo scopo di differenziare le tenute di
proprietà individuale ed i negozianti di vino, mentre il termine "château"
viene usato più frequentemente nella regione di Bordeaux.
Dosaggio
Durante le fasi finali del metodo champenoise, dopo la sboccatura delle
fecce e quando la bottiglia è pronta per essere di nuovo tappata, una piccola
quantità di dosaggio (una mistura di zucchero, vino e qualche volta
distillato di vino) viene aggiunta allo Champagne per colmarlo ed aggiungere
dolcezza. La secchezza dello Champagne dipende dalla dolcezza del
dosaggio.
Doux
E' la parola francese per "dolce" ed è usata per indicare un vino spumante
od uno Champagne che ha un sapore dolce (all'opposto il termine "brut" viene
applicato ad uno Champagne secco). Di fatto lo Champagne non può essere più
dolce del "doux".
Duro
Se un vino ha l’effetto di raggrinzire la bocca, dovuto
all’alto livello di tannino e di acidi e tanto da mascherare il sapore
fruttato, è da considerare duro. Questo non è necessariamente un difetto, ma
piuttosto un’indicazione che il vino necessita di restare più a lungo
in bottiglia per lasciare che i tannini si ammorbidiscano. Il termine viene
usato normalmente per i vini rossi giovani, ma può essere una caratteristica
positiva anche dei vini bianchi secchi. |